C'è un pensiero che mi sta accompagnando in questi giorni, una cosa su cui mi soffermo spesso a riflettere.
Sono una studentessa di Medicina del 4° anno, ciò significa che comincio ad avere un po' di strumenti a mia disposizione e che derivano dallo studio dell'anatomia, biochimica, fisiologia, patologia generale... Con questo non voglio assolutamente dire "io so", sarebbe un atto di presunzione e stupidità, anzi mi rendo conto perfettamente che nella Medicina così come in ogni altra disciplina non si arriverà mai alla conoscenza finale, anche perchè più vai a fondo e più ti rendi conto di quanto è profondo il pozzo della conoscenza. Insomma, mai come in questo caso cade a pennello la frase "So di non sapere".
Dall'altro lato, però, non posso neppure sminuire il lavoro fatto in questi anni; per cui il giusto compromesso direi che è "so quel tanto che mi basta per orientarmi, per farmi intendere e per intendere chi mi parla, insomma quel tanto che mi permettere di fare passi avanti e scoprire".
La cosa che mi fa riflettere è che se io penso a me, in reparto, mi vedo incapace. Con tutto quello che posso aver studiato e che studio, che so e che saprò, mi vedo incapace, insicura. Insomma una figura che non ispira fiducia. Immagino perfettamente che anche questo nasce dall'esperienza, dal frequentare l'ospedale, parlare con i pazienti, fare esami obiettivi. Ed è quello che desidero fare con tutta me stessa, ma comunque mi sento inetta, sono intimorita. Sarà il mio carattere ma credo che influisca anche l'organizzazione del percorso di studi nella mia Facoltà italiana: troppo poco tirocinio e quel poco che c'è fatto male, cioè troppo poco tempo, nessuno in reparto che ti considera se non il povero specializzando che ha 1000 cose da fare, insomma un sistema che non aiuta a farti venire fuori.
Qui in Spagna ho visto un modo diverso di insegnare: in reparto esiste la figura dello studente, ovvero il medico strutturato così come lo specializzando ti seguono, sono dei tutori nel vero senso della parola, sanno che la loro professione oltre a prendersi cura delle persona è anche insegnare, perchè è così che va avanti il mondo, passare il testimone a chi un giorno lo passerà ad un altro. E tanto per continuare il parallelismo con l'altletica, il passaggio va fatto bene, altrimenti il compagno parte svantaggiato rispetto agli altri o peggio ancora la squadra può essere squalificata. Gli studenti di medicina spagnoli che hanno la mia stessa età sono tutti molto più intraprendenti, perchè è così che qui ti insegnano ad essere e a fare: chiedere e chiedere di fare, sempre. Il mestiere dello studente è apprendere e applicare. Andare in reparto e stare con i pazienti è la prassi non un'eccezione, un evento, mentre io lo percepisco così ancora..e, insomma, ribadisco sono al 4° anno di Medicina.
Non so forse sono discorsi sconclusionati, in cui non si capisce qual è il vero problema o meglio il desiderio che ho nel cuore.
Per concludere, vorrei solo trovare anche io qualcuno che mi possa fare da maestro, da tutore, perchè anche io un giorno possa essere come quei medici che ho incontrato qui in reparto in questi mesi di Erasmus, che li guardi e dici "Si, tu mi ispiri fiducia" e non solo perchè magari sai l'Harrison a memoria ma anche perchè mi tranquillizzi, appoggi la mano sulla spalla, mi dai forza, mi dai speranza, mi fai sentire meno solo nel buio della malattia.
"Forse fa male eppure mi va di stare collegato, di vivere di un fiato, di stendermi sopra al burrone, di guardare giù, la VERTIGINE non è paura di cadere ma VOGLIA di VOLARE..."
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martedì 28 maggio 2013
sabato 11 maggio 2013
Un maledetto 1%...
Scuse per parlarti mille.
Scuse che mi sembrano adatte per attaccare davvero un discorso poche, pochissime.
Coraggio per farlo che si riduce a vista d'occhio.
Paura che la conversazione possa degenerare in silenzi, lunghe pause, senza che tu dica niente, o peggio ancora liquidando i miei tentitivi con risposte monosillabiche "si" "no", tantissima.
Come sempre sono la solita illusa. Parto con la promessa di proteggermi e finisco con il prendermi la "fiammata", a farmi del male da sola, pensando ad immagini idilliache che solo nei film americani per adolescenti si realizzano, a farmi 1000 film che potrebbero candidarmi all'Oscar come miglior regista..e finisco qui sola nella mia stanza, con davanti una pagina bianca nata per accogliere i miei sfoghi...e nonostante tutto, nonostante mi ripeta "smetti Leti, smetti di crederci" nel fondo di non so che, forse quello che chiamano cuore persiste una fiammella di speranza che resiste alle ventate gelide della disillusione...
Speranza un maledetto 1%.
Scuse che mi sembrano adatte per attaccare davvero un discorso poche, pochissime.
Coraggio per farlo che si riduce a vista d'occhio.
Paura che la conversazione possa degenerare in silenzi, lunghe pause, senza che tu dica niente, o peggio ancora liquidando i miei tentitivi con risposte monosillabiche "si" "no", tantissima.Come sempre sono la solita illusa. Parto con la promessa di proteggermi e finisco con il prendermi la "fiammata", a farmi del male da sola, pensando ad immagini idilliache che solo nei film americani per adolescenti si realizzano, a farmi 1000 film che potrebbero candidarmi all'Oscar come miglior regista..e finisco qui sola nella mia stanza, con davanti una pagina bianca nata per accogliere i miei sfoghi...e nonostante tutto, nonostante mi ripeta "smetti Leti, smetti di crederci" nel fondo di non so che, forse quello che chiamano cuore persiste una fiammella di speranza che resiste alle ventate gelide della disillusione...
Speranza un maledetto 1%.
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Storie di tutti i giorni...
Ubicazione:
Madrid, Spagna
lunedì 6 maggio 2013
ma perchèèèèè!!
Avete presente il film "La verità è che non gli piaci abbastanza"? Se si bene, se no guardatelo!
Quel film è una bibbia, una fonte di verità che noi donne non abbiamo mai il coraggio di ammettere.
Forse nel nostro inconscio le sappiamo, ma no, non le possiamo accettare, sono come bruciature. E allora cominciamo a raccontarci storie, novelle..
A cosa mi riferisco? Beh, facile! Al rapporto con i ragazzi/uomini.
Partiamo dal presupposto che gli uomini sono esseri semplici: quel che dicono e fanno è quello che sta passando per la loro testa in quel momento.
E noi donne invece? Figuriamoci se ci fermiamo all'elementarietà delle loro azioni, no sennò non c'è gusto, dobbiamo logorarci la vita, lo stomaco. E così comiciamo: "no ma se ha fatto questo vuol dire che.." convincendoci sempre che alla fine ci tiene a noi, che gli interessiamo e le amiche alimentano queste illusioni dicendoti "si ma con me non si comporta così, cioè non lo fa con tutte, lo fa solo con te, quindi gli piaci, no no gli interessi dai..." e tu pensi "si ma allora non capisco perchè si comporta così, boh mi sembra ambiguo.."
No fermati bella, ferma il cervello, lui non è ambiguo, è elementare e pure un po' stronzo perchè i 2 geni si trovano entrambi sul cromosoma Y. Lui non è ambiguo: non ti vuole, punto e basta. Tu sei accecata da lui, attaccata all'idea idilliaca che ti sei fatta di lui che non puoi accettare un rifiuto, e ti attacchi con le unghie a qualsiasi segnale, che un segnale non è, a qualsiasi parola, pensando che lui l'abbia calibrata per dirti qualcosa, ad analizzare i suoi discorsi, i gesti, a scomporre ogni momento che vivi con lui, come se ogni minimo dettaglio potesse darti ancora una speranza..
Detto questo: Leti mia fatti una ragione, la verità è che non gli piaci abbastanza!
Quel film è una bibbia, una fonte di verità che noi donne non abbiamo mai il coraggio di ammettere.
Forse nel nostro inconscio le sappiamo, ma no, non le possiamo accettare, sono come bruciature. E allora cominciamo a raccontarci storie, novelle..
A cosa mi riferisco? Beh, facile! Al rapporto con i ragazzi/uomini.
Partiamo dal presupposto che gli uomini sono esseri semplici: quel che dicono e fanno è quello che sta passando per la loro testa in quel momento.E noi donne invece? Figuriamoci se ci fermiamo all'elementarietà delle loro azioni, no sennò non c'è gusto, dobbiamo logorarci la vita, lo stomaco. E così comiciamo: "no ma se ha fatto questo vuol dire che.." convincendoci sempre che alla fine ci tiene a noi, che gli interessiamo e le amiche alimentano queste illusioni dicendoti "si ma con me non si comporta così, cioè non lo fa con tutte, lo fa solo con te, quindi gli piaci, no no gli interessi dai..." e tu pensi "si ma allora non capisco perchè si comporta così, boh mi sembra ambiguo.."
No fermati bella, ferma il cervello, lui non è ambiguo, è elementare e pure un po' stronzo perchè i 2 geni si trovano entrambi sul cromosoma Y. Lui non è ambiguo: non ti vuole, punto e basta. Tu sei accecata da lui, attaccata all'idea idilliaca che ti sei fatta di lui che non puoi accettare un rifiuto, e ti attacchi con le unghie a qualsiasi segnale, che un segnale non è, a qualsiasi parola, pensando che lui l'abbia calibrata per dirti qualcosa, ad analizzare i suoi discorsi, i gesti, a scomporre ogni momento che vivi con lui, come se ogni minimo dettaglio potesse darti ancora una speranza..
Detto questo: Leti mia fatti una ragione, la verità è che non gli piaci abbastanza!
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giovedì 24 novembre 2011
Se ad una ragazza...
Se ad una ragazza piace un ragazzo si vede, eccome se si vede.
Quando lei entra in una stanza, inizia a girare la testa di qua e di là, i suoi occhi scorrono su tutta la gente per cercare lui...se lui non c'è è come se quell'aula fosse vuota...ma se lui c'è, il volto di lei cambia espressione, i suoi occhi si illuminano, il cuore batte forte...vuole salutarlo...le basta salutarlo, un "ciao", un sorriso, sentire la sua voce, vedere i suoi occhi, pensare "oddio mi ha salutato, non sono inesistente, forse...beh, perchè no alla fine...magari..." i pensieri corrono, si rincorrono...anche un semplice "ciao" per lei richiede preparazione, non deve essere un ciao detto così, ma deve cercare di comunicare tante cose, tante, troppe per riuscire ad essere condensate in 4 banali lettere...lo saluta e mentre lo fa si maledice perchè in quel ciao alla fine non c'era niente di tutto quello che in realtà voleva dirgli...dentro di sé si dispera, si ripete "penserà che sono una scema...scema scema scema..."
Però pensare che c'è stato uno scambio con lui, le cambia la giornata, la cambia, l'amore cambia, (quasi) sempre in meglio: lei è più solare, un'altra, sorride, ride, non vuole più smettere...chissà se lui lo vede, chissà se lui si accorge...forse no, anzi al 99,9% no, perchè "la verità è che non gli piaci abbastanza", è questa ormai la frase che lei si ripete..ma è donna, e come tale continua a sperare, continua a credere in quello 0,1% che le fa dire che in realtà lui lo sa, lui se ne è accorto, "possibile che non si accorga che lo guardo così spesso, possibile che non ti accorgi che ahimè non è un caso che il nostro sguardo si incroci, ma sono io che continuamente tento e ritento per incrociare i tuoi occhi azzurri?"
La conclusione a cui arriva sempre è "lui non mi vuole, lui non mi vuole, ma allora perchè..." ripensa a tutte le volte in cui l'ha cercata così, l'ha fermata e l'ha stupita, agli attimi, quegli attimi in cui l'ha conquistata... take my breath away...
lunedì 4 luglio 2011
Inquietudine
Non capire dove andare.. è possibile che sia così difficile trovare un posto dove stare nel mondo?? anzi forse è il caso di dire il posto...uno mica cerca un posto qualsiasi altrimenti tutti andrebbero bene, cerca il suo posto...quello dove non devi aver paura di niente, quello dove puoi essere tu, semplicemente tu, quello dove non devi nasconderti dietro un dito e fingere di essere diverso, quello in cui non devi fingere e basta, in cui puoi essere libero di non vergognarti di te stesso, dove non devi scandalizzarti delle cose che non vanno...beh ogni posto forse può diventare il tuo posto, il passo che vien chiesto è che devi essere tu a liberarti dei mostri che ti fanno stare inquieta in ogni angolo del mondo...beh non è facile!
domenica 8 maggio 2011
Profumi di primavera
Cammino... il profumo del gelsomino aleggia nell'aria tiepida di questa giornata luminosa...in alto il Sole, giallo, splendente come non mai, un leggero ventolino accarezza dolcemente la mia pelle...ah il gelsomino, con i suoi fiori delicati, bianchi, puri, con il suo profumo dolce... stimoli nervosi bombardano la corteccia del mio sistema limbico...ricordi, dolci ricordi di casa mia, di quando ero piccola, un attimo di serenità si impossessa del mio cuore, mi sento leggera, alle orecchie l'mp3 con la canzone che mi fa sognare, voglio volare, chiudo gli occhi, voglio scappare, vorrei essere da un'altra parte, rompere le catene che continuamente mi tengono legate, a cosa poi? voglia di correre, di ruzzolare, di saltare, voglia di essere felice...chissà se il mio cuore mai s'acquieterà o continuerà a rincorrere invano una felicità che...forse al mondo non c'è...
lunedì 28 marzo 2011
Pensieri buttati lì
Sconforto...sentirsi inadeguata rispetto a tutti e a tutto...desiderare di rinchiudersi in un cantuccio...rannicchiata..le braccia che si avvolgono intorno alle ginocchia...nascondere il volto...stare in silenzio...così non sbaglio...sto ferma e zitta...così è impossibile sbagliare...è impossibile disturbare...piangere?...no le lacrime non riescono a scendere...desiderare di chiudere gli occhi...desiderare di fermarsi un attimo...desiderare di rimanere per un po' sospesa nella mia personale dimensione...desiderare di fuggire dal mondo, da tutti, dal dover apparire, dal dover essere, dal dover fingere in continuazione che tutto va...bene?..boh va...e invece no...niente va...essere stanca di tutto...perdere la bussola...non saper dove andare...perchè andare...perchè? perchè?perchè?....voler lasciarsi andare...lasciatemi stare...essere incapace di chiedere aiuto...aspetta un attimo...ma io voglio aiuto??...non lo so...non so niente...non so più niente...
mercoledì 7 aprile 2010
2° CAPITOLO....
Sentivo un gran vuoto dentro di me e intorno a me: ero circondata da gente che mi voleva bene e aveva piacere di trascorrere dei momenti con me, nonostante tutto io sentivo un gran vuoto, niente di quello che avevo mi bastava, niente di quello che desideravo e raggiungevo mi bastava... percepivo questo vuoto fin da quando mi alzavo la mattina: per chi, per cosa valeva la pena vivere, vale la pena vivere? Non lo sapevo e tutt'ora, purtroppo, non lo so.
In questa tristezza, in questa malinconia crescente, in questa condizione di non senso assoluto e di sfiducia, è scattato in me uno strano meccanismo, un meccanismo di totale mortificazione, di annullamento di ciò che mi poteva far piacere o far stare bene, di sacrificio. Ma sacrificarsi per cosa? È stato così che ho iniziato a curarmi sempre meno, cioè a prendermi sempre meno cura di me, della serie “gli altri non fanno più parte di me, ma nemmeno io faccio più parte di me”.
Ed è così che:
“Oggi non ho tanta fame. Magari dopo vado a fare una passeggiata all'aria aperta. Stasera mangio leggera.” Oggi. Ma anche domani. Ma anche dopodomani. E il giorno dopo ancora. E sono andata avanti così per mesi. E adesso, adesso viene la parte più difficile da raccontare, solo il pensiero mi fa battere a mille il cuore. Ho una grande resistenza nello scrivere questo, non vorrei ma devo, non ho il coraggio ma devo trovarlo in me...
Ok! è normale che con uno stile di vita come questo il mio peso non poteva rimanere tale, ma ha cominciato gradualmente a calare...poi sempre di più...
Cosa succedeva dentro di me non lo sapevo e non lo volevo neppure sapere.
“Letizia, c'è qualcosa che non va? Sei dimagrita troppo!Hai bisogno di aiuto? Vuoi parlare con noi?” mi dissero una sera i miei genitori. È passato un anno ma me lo ricordo come se fosse successo un'ora fa. Ed io, io?? Io rimasi per un attimo spiazzata. “C'è qualcosa che non va? Ho bisogno di aiuto? Chi? Io?Mai” mi dissi dentro di me. E allora risposi facendo l'indifferente “Perchè ci dovrebbe essere qualcosa che non va? Io sto proprio bene. Non capisco.”
Nei giorni dopo ripensai e ripensai alle parole dei miei... quel malessere segreto che tacevo a me stessa, che fino a quella sera era rimasto silente, era adesso diventato evidente ai miei stessi occhi, l'impatto che aveva avuto su me era come quello di una ventata che fa sbattere la finestra...
Ok, non stavo bene...ma chiedere aiuto a qualcuno, MAI! No, grazie... Faccio da sola!!!
Intanto, nel perder peso ci avevo preso gusto...
giovedì 25 marzo 2010
1° CAPITOLO...
C'è stato un istante in un giorno della mia vita in cui tutto è cambiato, ed io, io non me ne sono neppure accorta, come un soffio di vento che ti accarezza il viso e i capelli e dopo che è passato, pensi che niente sia cambiato...e, invece, quel soffio di vento non è altro che l'imprevisto che ti sconvolge, ti stravolge, quel soffio di vento ha portato via con se tutte le mie certezze, la mia felicità, la mia goia e la mia passione di vivere...
La Letizia di sempre era svanita, quel soffio di vento se l'era portata via e nemmeno io so ancora dove...
Fu così che cominciai ad alzarmi la mattina, a prepararmi per andare a scuola, a studiare, a uscire con gli amici senza più sapere perchè lo facevo; niente aveva più senso, facevo le cose senza esserci dentro, senza viverle sulla mia pelle..e piano piano ho cominciato a costruire una barriera, un muro, tra me e il mondo. Questa fortezza mi isolava e mi proteggeva dal mondo. Ma proteggere da cosa? Non lo so, non lo voglio sapere, volevo, voglio, solo essere protetta, difesa.
Questo muro è diventato sempre più alto, sempre più robusto, sempre più invalicabile, una sorta di prigione da cui io non potevo, non volevo uscire, e gli altri, gli altri non potevano più raggiungermi, rimbalzavano continuamente in questa corazza. Ho iniziato a fare tutto da sola. La fiducia che pensavo di avere negli altri si è completamente sgretolata, l'unica persona di cui potevo fidarmi ero me stessa...
3...2...1...VIA!!!!!

Bene bene...stasera ho deciso che porrò il primo mattone per costruire il mio blog...
Il tema che mi piacerebbe trattare in questo blog è un po' complesso però è l'unica cosa su cui sento di poter dire molto..
Proverò così a raccontare il tutto come se fosse una “favola”... Già, perchè spero che al termine di questo viaggio, di questa storia, io possa trarre da essa tutto il buono e il positivo che ha, rimanga in me come un segno indelebile, una cicatrice, non mi abbandoni e mi aiuti a crescere...
Bene, dopo questa breve premessa...che il VIAGGIO ABBIA INIZIO!
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